Bologna, 6 maggio 2026
I soldi della collettività non siano utilizzati per coprire responsabilità aziendali, ma vadano alle vittime dell’amianto.
La Fondazione Vittime dell’amianto “BEPI FERRO” onlus (Padova e Venezia), l’Associazione Ubaldo Spanghero di Monfalcone (GO), l’Associazione Familiari e Vittime Amianto ODV(AFeVA Casale Monferrato), l’Associazione Familiari e Vittime Amianto Emilia Romagna aps (AFeVA ER aps), L’Associazione Mai Più Amianto di Napoli di concerto con la CGIL Nazionale promuovono un
Presidio davanti alla Camera dei Deputati (Palazzo Montecitorio) in Piazza Monte Citorio, 1 ROMA
Dalle Ore 10.00 alle ore 12.00 del giorno Martedì 26 maggio 2026
Per l’Emilia Romagna, chi intende partecipare deve contattare l’Associazione AFeVA ER aps scrivendo alla mail afevaemiliaromagna@gmail o telefonare a Milco Cassani al cell. 3355319939. Il costo del Viaggio sarà a carico dell’Associazione.
Nella stessa giornata una delegazione delle Associazioni incontrerà alle ore 10.30 la Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle condizioni di
lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla tutela della salute e della sicurezza nei
luoghi di lavoro pubblici e privati della Camera dei Deputati
e alle ore 12.00 la Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle condizioni di lavoro in
Italia, sullo sfruttamento e sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro
pubblici e privati del Senato della Repubblica.
Leggi la richiesta di Audizione alla Camera dei Deputati
Leggi la richiesta di audizione al Senato della Repubblica
I soldi della collettività non siano utilizzati per coprire responsabilità aziendali, ma vadano alle vittime dell’amianto.
Stesso nome, ma cambia la sostanza rispetto al fondo vittime amianto del 2007. Il Fondo vittime amianto del 2023, previsto all’art. 24 del decreto-legge n. 34/2023 convertito nella legge n. 56/2023, pare avere un unico obiettivo, quello di sostituirsi al datore di lavoro che per effetto di sentenze di condanna o attraverso verbali di conciliazione è chiamato a rispondere di violazioni delle normative in materia di salute e sicurezza.
Per fare questo il Governo italiano ha pensato bene di destinare 80 milioni di euro per coprire il quadriennio 2023-2026.
Un fondo giudicato inaccettabile da chi lotta ogni giorno per avere giustizia sul tema amianto anche nel caso fosse stato rivolto a tutte le imprese, ma che diventa pure discriminatorio verso le imprese escluse, essendo rivolto solo a società partecipate pubbliche chiamate a risarcire dipendenti colpiti da patologie correlate all’esposizione all’amianto durante l’attività lavorativa prestata presso i cantieri navali gestiti da tali società, o in favore dei loro eredi qualora i lavoratori siano deceduti. Un riconoscimento esteso anche ai lavoratori in appalto della società a partecipazione pubblica. Una condizione tale però, che ci fa ritenere che l’unica azienda in grado di rivolgersi al fondo sia Fincantieri s.p.a.
Fin da subito si levarono voci critiche e azioni di contrasto contro questo Fondo da parte di Sindacati e Associazioni e nel 2024, alcune di queste Associazioni decisero di rivolgersi pure alla Commissione Europea chiedendo di verificare possibili violazioni in materia di aiuti di Stato e di concorrenza.
Fino ad oggi ci risulta che l’INAIL ente deputato all’erogazione degli indennizzi, si sia astenuta dall’effettuare i pagamenti richiesti, pur non conoscendo le ragioni precise che hanno indotto l’ente a tenere questa posizione.
Il decreto 19 del 19 febbraio 2026 che ha apportato alcune modifiche al fondo è stato approvato prima alla Camera e poi anche al Senato nel mese di aprile.
In fase di conversione del decreto, le Associazioni AFeVA di Casale Monferrato e dell’Emilia Romagna, insieme alla Fondazione vittime Amianto Bepi Ferro di Padova e Venezia, l’Associazione Ubaldo Spanghero di Monfalcone hanno ritenuto di inviare una lettera anche al Presidente della Repubblica chiedendo un intervento in merito a possibili profili di incostituzionalità della norma che a nostro avviso interessano gli art. 3, 32 e 41. Un tentativo che purtroppo non ha dato gli esiti sperati.
Adesso la norma è di fatto operativa, ma AFeVA Emilia-Romagna insieme alle altre associazioni non intende fermarsi dal denunciare un provvedimento scandaloso.
Da tempo chiediamo un fondo vittime in grado di erogare indennizzi più adeguati rispetto a quelli attuali e soprattutto chiediamo che vadano a chi i danni li subisce non a chi li arreca.
Dirottare risorse pubbliche come si sta facendo dal 2023 a favore delle imprese responsabili è profondamente sbagliato e ingiusto.
Per questo il giorno 26 maggio dalle ore 10,00 alle 12,00 le associazioni sopra riportate hanno organizzato un presidio davanti alla Camera dei deputati a Roma al quale chiediamo di partecipare per dare forza alla nostra iniziativa, anche con la presenza fisica delle persone che ci sostengono.
Il presidio non sarà la sola iniziativa della giornata, in quanto il 26 maggio alle 10,30 circa saremo ascoltati in audizione alla Camera dei Deputati e alle ore 12 ci sposteremo in audizione al Senato.
Inoltre è già stata inviata una richiesta di audizione anche all’INAIL che speriamo possa essere calendarizzata a breve.
Il Governo metta risorse a disposizione dei lavoratori e dei cittadini colpiti dall’ amianto, non di chi è chiamato a rispondere delle sue responsabilità per la violazioni delle norme in materia di salute e sicurezza.
In questo provvedimento non ci sono vantaggi per la collettività ma solo costi.
Vanno risarcite le vittime, non chi le causa.
08/05/2026
Milco Cassani – Presidente di AFeVA Emilia Romagna
