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CONVEGNO CGIL-CISL-UIL A MONTECITORIO: «Piena operatività al Piano nazionale amianto»

montecitorio

29 APRILE 2016

DA “RASSEGNA SINDACALE”

Il 5 maggio parte il tavolo tecnico. Le tre confederazioni chiedono di favorire una filiera industriale adeguata ai processi di bonifica. Solari (Cgil): “Ancora più di 3mila vittime ogni anno”“Il Piano nazionale amianto deve essere pienamente operativo, perché la fibra killer in Italia continua a mietere oltre 3mila vittime all’anno”.

Questa in estrema sintesi la richiesta di Cgil, Cisl e Uil illustrata lo scorso 29 aprile, all’indomani della Giornata mondiale delle vittime del lavoro, nel corso di un’iniziativa tenutasi presso la sala della Regina della Camera dei deputati.
“Accogliamo positivamente la disponibilità del Governo ad aprire un tavolo tecnico, il 5 maggio, così come ha annunciato quest’oggi il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti. Speriamo non sia un’ulteriore operazione di metodo, ma che venga arricchita di contenuti”. A dichiararlo, il segretario confederale della Cgil Fabrizio Solari, a conclusione della conferenza. Il dirigente sindacale si è detto “onestamente preoccupato, perché, a fronte di una contrazione dei posti di lavoro, aumentano gli infortuni, soprattutto in edilizia. Le cause sono la precarietà, intesa come scarsa professionalità, e l’innalzamento dell’età pensionabile: i lavori non sono tutti uguali”.
Sul tema amianto, l’esponente Cgil torna a ribadire l’importanza del confronto tra istituzioni nazionali e locali, parti sociali e associazioni delle vittime, sottolineando poi tre temi, emersi nel corso del dibattito, che dovrebbero essere considerati e valorizzati nel piano nazionale amianto: “Rivendicare l’uscita anticipata dal lavoro per gli esposti all’amianto; ampliare la logica dei bonus per i privati che decidono di effettuare operazioni di bonifica, cosa che potrebbe avere un effetto anticiclico per il settore delle costruzioni; investire e favorire una filiera industriale adeguata ai processi di bonifica”.
Per Cgil, Cisl e Uil, “gli obiettivi e gli aggiornamenti del piano nazionale amianto devono favorire le attività di coordinamento della sorveglianza sanitaria di esposti ed ex esposti. È necessario – spiegano in un documento i confederali – prevedere adeguati finanziamenti alla ricerca per la cura delle neoplasie asbesto-correlate e il potenziamento dei centri di specializzazione della cura, il varo di registri dei tumori con una sezione specifica per quelli di natura professionale”.
Sul fronte della prevenzione, i sindacati chiedono alle regioni, con la collaborazione di Province e Comuni, “la realizzazione di un censimento e di un piano straordinario di lavoro per la rimozione dei materiali contenenti amianto”, e “un’attività coordinata e omogenea del sistema delle agenzie ambientali”. Infine, le tre sigle sollecitano “lo stanziamento di maggiori risorse per il fondo vittime dell’amianto, affinché ci possa essere un risarcimento dignitoso delle vittime”. Per i dirigenti sindacali, occorre poi “razionalizzare i diversi fondi e le politiche assistenziali”.
Inoltre, secondo Cgil, Cisl e Uil, è necessario agire anche a livello internazionale: “Dalla piena attuazione della risoluzione del Parlamento europeo di lotta all’amianto, alla revisione della direttiva sugli agenti cancerogeni e mutageni per l’adeguamento delle misure di prevenzione e di sorveglianza lungo tutta la vita, passando per la ricerca delle terapie efficaci delle neoplasie asbesto correlate”. “Fondamentale – concludono i sindacati nel documento – che venga sancito in tutti i Paesi il divieto di impiegare amianto per qualsiasi utilizzo”.
Al dibattito hanno preso parte, fra gli altri, i segretari confederali Cisl e Uil, Giuseppe Farina e Silvana Roseto, i presidenti delle commissioni Ambiente, Lavoro e Salute della Camera, rispettivamente Ermete Realacci, Cesare Damiano e Mario Marazziti; Mario Scotti della Civ-Inail; Fabiola Leuzzi di Confindustria e il sottosegretario De Vincenti. Hanno partecipato le associazioni vittime dell’amianto; il Comitato fondo vittime dell’amianto; i rappresentanti di Iss e Ispra e le direzioni generali interessate dei ministeri dell’Ambiente e della Salute e i sindaci dei comuni più coinvolti, tra cui Concetta Palazzetti, primo cittadino di Casale Monferrato.
Anci: bene governo per avvio tavolo su Amianto in Conferenza Unificata (NOTIZIA ANSA RIPRESA DA INCA-CGIL) 
“E’ con estremo favore che abbiamo appreso dell’avvio del Tavolo Amianto in Conferenza Unificata, programmato per il prossimo 5 maggio, iniziativa che Anci sollecitava ormai da tempo, da ultimo anche con Regioni e Upi”. E’ quanto ha dichiarato Maurizio Mangialardi, sindaco di Senigallia e presidente di Anci Marche, intervenuto alla Camera il 29 aprile in rappresentanza dell’associazione al Convegno nazionale ‘Subito il piano nazionale amianto’, promosso da Cgil, Cisl e Uil.
“Come Associazione – ha detto Mangialardi – siamo già pronti a sottoporre all’attenzione del tavolo alcune importanti proposte, frutto del lavoro di confronto avviato con la nostra rete dei Comuni dell’Amianto, coordinata dal Sindaco del Comune di Casale Monferrato, con il quale l’Anci ha promosso, in occasione della giornata dedicata alle vittime dell’amianto, una due giorni di studio e di approfondimento per finalizzare il documento”.
“E’ ormai accertata la grave emergenza sanitaria, ambientale e anche sociale legata alla cessazione dell’impiego dell’amianto e i dati disponibili – ha osservato – sono sicuramente sottostimati, visto che non tutte le Regioni hanno completato i piani amianto con relativi censimenti”.
“E’ nostra intenzione partire con il lavoro del tavolo: criteri uniformi per censimenti e analisi, che ci restituiscano una fotografia esatta della situazione, ma anche snellimenti di iter amministrativi, specie per le micro bonifiche, razionalizzazione delle norme verso un testo unico Amianto e programmazione degli indispensabili impianti di smaltimento, per scongiurare un’emergenza che già si prefigura sullo sfondo”.

“E’ nostra intenzione – precisa il Sindaco di Senigallia – individuare la fattibilità dei programmi attuabili con il Piano Nazionale Amianto, rispetto agli impatti su salute, ambiente e aspetti sociali, identificando in maniera puntuale le azioni onerose e non onerose, gli impegni delle parti e relative coperture finanziarie a carico di ciascun ente”.
“Sul punto delle risorse – ha concluso Mangialardi – è significativa la dichiarazione del Sottosegretario De Vincenti dell’intenzione del Governo di voler inserire nel Documento di Programmazione Economica, che si sta perfezionando, anche il tema Amianto, come anche richiesto nel corso della discussione parlamentare dalle Commissioni competenti”.

(ANSA).

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